
All’incontro, anche l’intervento di Marina Pretto e Cinzia Donadio, socie dell’Associazione Famiglie in Rete OdV ETS, in rappresentanza del gruppo tematico sulla contenzione.
Si é tenuto al centro congressi di Boario Terme, fra il 6 e l’8 novembre 2025, il 25o Incontro nazionale de Le Parole Ritrovate.
Tre giornate ricche di testimonianze di buone prassi sulla Salute Mentale, raccontate a sei mani da operatori, utenti e familiari, secondo il consolidato ‘protocollo’ del Movimento che, unico nel suo genere, porta nella platea e, cosa ancor più notevole, sul palco, ed in evidente maggioranza, i veri protagonisti della salute mentale.
Val la pena ricordare il valore simbolico del nome del movimento, fondato dallo psichiatra trentino Renzo De Stefani, che punta a ridare voce, protagonismo e dignità a chi è stato messo ai margini. La sofferenza dell’individuo e della famiglia è al centro ed il recupero (recovery) di chi soffre avviene attraverso la libertà di parola, il confronto tra pari e l’inserimento in una comunità che lo comprende.
Moltissimi gli spunti emersi in questi tre giorni.
Ne citiamo alcuni.

Presentazione del Manifesto delle Buone Pratiche
Il Manifesto, consultabile e scaricabile dal sito del Movimento a questo link, é stato concepito con un intento informativo. L’idea originaria era di fare un quadro esaustivo, a beneficio degli utenti e familiari che si affaccino per la prima volta ai servizi di salute mentale, del mondo in cui stanno entrando e dei loro diritti.
E’ stato poi formulato come elenco di buone prassi, “Perché si parla sempre di diritti, ma in realtà sono

le Buone Pratiche che garantiscono i diritti”. Un modo insomma, sempre citando il Movimento, per “passare dalla protesta alla proposta”.
Famiglie in Rete OdV ETS ha scelto di sostenere il Manifesto e sta partecipando alla progettualitá successiva, per condividerlo con le Associazioni di familiari ed utenti e con gli operatori dei Servizi, come punto di arrivo cui tendere, sfogliando ‘un petalo alla volta’

Il supporto tra pari: esperienze concrete - Presentazione AIPESP (Associazione Italiana Persone Esperte in Supporto tra Pari)
L’esperto in supporto tra pari, ESP, è una persona che ha vissuto direttamente o come familiare un’esperienza di disagio psichico. Nel suo percorso di recovery personale ha maturato conoscenza e consapevolezza, acquisendo quel sapere esperienziale, valore fondante delle pratiche di supporto tra pari, che offre ai propri pari che vivono una condizione di difficoltà. Rossella Monti, presidente di AIPESP, ha raccontato il percorso fatto, dalla fondazione dell’associazione fino al suo riconoscimento da parte del MIMIT nell’elenco delle associazioni professionali, importante passo propedeutico all’ingresso degli ESP come figure professionali riconosciute nel mondo della salute mentale italiana (vedi qui).
Molto é ancora da fare, sia in termini di formazione che definizione contrattuale.
E’ seguita poi una toccante carrellata di racconti personali, di ESP attivi in (ancora troppo poche) regioni italiane.
A che punto siamo col budget di salute - Coordinamento realtà lombarde
In parallelo alla presentazione di AIPESP, si svolgeva in alta sala un evento delle realtá lombarde.
La nostra socia é rimasta incantata dall’intervento del Dott. Castronuovo, che con semplicitá e calore ha raccontato la sua esperienza nel Consorzio Cascina Clarabella, di cui é fondatore.
Cascina Clarabella punta sulla socializzazione, sfruttando il ‘ budget di salute’ per creare PERCORSI PERSONALIZZATI DI INCLUSIONE SOCIALE e reinserimento lavorativo con ottimi risultati
Le buone pratiche quindi esistono, sono davvero realizzabili epossono risultare anche economicamente convenienti.
Certo occorrono professionalità, passione e altruismo .
Dal mondo del no restraint/contenzioni
Ampio spazio é stato dedicato, l’ultima giornata, ad un approfodimento sul tema della contenzione.
Le nostre socie hanno riferito del lavoro del gruppo tematico sulla contenzione e fatto testimonianza delle proprie storie personali, di contenzione chimica e meccanica.
Dalla testimonianza di Cinzia: La contenzione chimica è dolorosissima ed annienta l’individuo che si trova a dover affrontare pensieri sconnessi, acatisia, rigiditá ed in breve obesità. Persino le funzioni corporali più banali vengono annientate. I più forti se ne rendono conto e, per pura sopravvivenza, cercano di fuggire.
Dalla testimonianza di Marina: Soprattutto voglio combattere il pregiudizio che il paziente non ricordi il trauma subito. Il ricordo riemerge invece, in modo drammatico, e mina la capacitá di affidarsi ai medici, creando le condizioni per una nuova contenzione. Si entra in una spirale negativa, in cui é difficile capire se il paziente venga legato perché é agitato, o al contrario si agiti perché viene legato. Occorre flessibilitá nei protocolli e propensione ad un vero ascolto. Occorre un monitoraggio capillare del fenomeno e la possibilitá per I familiari di restare vicini al proprio caro.
Hanno fatto seguito gli interventi del Dr. Giovanni Rossi, presidente del Club SPDC no restraint, vertente in particolare sui valori morali ed etici che dovrebbero imporre il superamento della contenzione, e del Dr. Enrico Giuliani, direttore dell’SPDC di Melegnano Martesana, che ha mostrato la strategia, l’organizzazione, e l’impegno quotidiano che gli hanno consentito di portare a contenzione zero il proprio reparto.
Il Dr Giuliani é partito dai punti chiave del Gruppo di Miglioramento istituito dalla RegioneLombardia nel 2014:
· Scala di rischio contenzione
· Protocollo farmacologico
· Percorso di formazione sulle tecniche dide-escalation
· Collaborazione con il Pronto Soccorso
· Collaborazione con le Forze dell’Ordine
E’ passato quindi a declinare le regole, condivise con tutta la linea di comando, che vengono applicate nel proprio reparto, soffermandosi in particolare su due aspetti:
1. In caso di interventi come da srt.54 cod. Penale, prima di procedere viene informato h24 il Direttore della UOP o il suo sostituto per una valutazione congiunta;
2. In seguito ad un episodio di contenzione, viene convocato un audit interno dal Direttore della UOP con I medici del reparto, la coordinatrice infermieristica e tutti gli operatori che ne sono stati partecipi per la discussione dell’evento.
Non abbiamo dubbi che queste ultime due regole siano un forte disincentivo all'abuso di pratiche di contenzione.
Ci siamo lasciati sabato con uno sguardo ai progetti futuri e tanta nuova energia, generata dal basso, per poterli affrontare.


