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Le famiglie non urlano

2026-02-07 11:43

Famiglie in rete

Lettere all'Associazione, salute-mentale, caregiver,

Le famiglie non urlano

Dare voce al silenzio di tante famiglie, per impedire che venga scambiato per consenso.

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Le famiglie non urlano. Questo è il primo equivoco. Arrivano stanche, educate, con cartelle piene di carte e frasi già ripetute troppe volte. Hanno imparato il linguaggio giusto, quello che non offende, che non pretende, che chiede “collaborazione”. Aspettano nei corridoi, nelle segreterie, nelle sale d’attesa come se il tempo fosse diventato una sostanza diversa, più densa, più lenta. Sanno che se alzano troppo la voce verranno lette come difficili, se la abbassano troppo come rassegnate. Cercano una posizione intermedia che non esiste.
Sono famiglie che hanno fatto tutto quello che veniva richiesto loro, e anche di più. Hanno firmato, consegnato, spiegato, ripetuto. Hanno accettato compromessi chiamandoli opportunità, hanno aspettato valutazioni che arrivavano quando l’emergenza era già passata o esplosa. Si sono sentite dire che “non ci sono risorse”, che “il caso è complesso”, che “serve tempo”, mentre il tempo, per loro, era la cosa che mancava di più.
Non chiedono miracoli. Chiedono presenza. Continuità. Qualcuno che resti. Qualcuno che non cambi ogni sei mesi, ogni anno, ogni progetto. Chiedono che la parola inclusione smetta di essere un titolo e diventi una pratica quotidiana. Chiedono che i loro figli non vengano gestiti, ma conosciuti. E soprattutto chiedono di non essere lasciate sole a reggere un sistema che le supera, mentre viene loro chiesto di collaborare a qualcosa che non funziona.

 

Io voglio dare voce a questo silenzio pieno. Non per parlare al posto loro, ma per impedire che venga scambiato ancora per consenso.

 

Mi sento affranta e il vostro dolore, lo sento dentro, io vi sento tutti e credetemi, vorrei poter fare qualcosa... Mi rimane la parola che per il mio funzionamento è tutto, scriverò per voi.
Non cambierà nulla? Non lo so, ma almeno non lasciamoli il silenzio. Non ho velleità alcuna ma non riesco a tacere.

Sappiate tutti che io vi rispetto dal profondo del mio sentire, con tutti i sensi.

 

Natascia Sestito

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